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martedì 31 gennaio 2017

RECENSIONE BINARIO 6 DI FEDERICA NARDON


Hello readers! Continuo il tag #bookofthemonth #January
La mia idea è quella di postare, l'ultimo giorno di ogni mese, il libro che in quelle quattro settimane vi ha entusiasmato di più, vi ha rapito e che appunto lo considerate come "il migliori libro del mese".
Il mio "eletto" per il mese di Gennaio è "Binario 6” di Federica Nardon.
Colgo l’occasione per potervi la recensione di questo romanzo.
I protagonisti sono Leopoldo e Alice che appartengono a un sistema completamente disordinato, dove è solo Alice a porsi il problema di riuscire a superare il limite dell'infinito e dargli così un senso. Non riesce a metabolizzare il fatto di essere "quello che un uomo vuole ma che la vita gli impedisce di avere.
La struttura del romanzo è altamente originale in quanto la storia viene raccontata tramite uno scambio reciproco di e-mail tra i due protagonisti. Per far comprendere meglio al lettore gli antefatti della vicenda, i personaggi stessi usano la tecnica del flashback per riportare alla memoria aneddoti utili per far capire meglio come si è snodata la storia. Non avevo mai letto un libro organizzato in questa maniera e devo dire che ne sono stata molto sorpresa.
I due comunicano tramite un registro formale (chiaramente ironico) ma nel momento in cui si accende in loro l’ira iniziano ad avere un tono più famigliare e a darsi del tu.
Alice penso che sia la più chiacchierona tra i due, ha sempre molte cose da dire e finisce per “vomitare” tutti i suoi pensieri con pagine e pagine.
Binario 6 è il pezzo fondamentale della storia, l’elemento chiave. Perché? Beh questo non ve lo dirò, potete scoprirlo leggendo il suo romanzo.
Potete ordinarlo su internet, al momento esaurito sul sito della mondadori store, al prezzo di 14.00 euro.

Io non mi farei scappare questa occasione J

lunedì 30 gennaio 2017

INTERVISTA A MARINA DI GUARDO


Oggi vi porto un’intervista che ho fatto ad una persona eccezionale, Marina Di Guardo. Per me è stato un grandissimo onore poter scambiare quattro chiacchiere con lei. Mi sono divertita tantissimo e  ho apprezzato davvero la sua disponibilità.
Le domande sono incentrate sul suo nuovo thriller “Come è giusto che sia” edito da Mondadori.

1.   Cosa ti ha spinto a mettere su carta i tuoi pensieri? Qual è la tua fonte di ispirazione?
Sin da piccola amavo scrivere, ricordare i pensieri che si affacciavano alla mente, le esperienze vissute, le sensazioni sperimentate. La mia fonte di ispirazione sono le persone che incontro, sia amici che sconosciuti. Dalle loro parole, dai loro gesti immagino le storie che si potrebbero nascondere dietro di loro.

2.     “Come è giusto che sia” è la storia di Dalia, un angelo sterminatore. Una ragazza, a livello psicologico molto debole, se potessi darle un consiglio, fermarla dal compiere questi gesti malsani, che cosa le diresti?
Non direi che Dalia sia debole. Al contrario la ritengo molto forte e determinata. Cosa potrei dire per fermarla? Non penso si possa fermare la disperazione...

3.     Due pregi e due difetti di Alessandro.
La dolcezza. L'inafferrabilità.

4.     Nel libro viene trattato un tema molto delicato e di grande spessore LA VIOLENZA SULLE DONNE. Esprimici la tua opinione a riguardo.
E' un tema terribile e, purtroppo, di grande attualità. Per combatterlo davvero dovremmo agire sull'educazione dei bambini maschi, capirne in tempo le fragilità, le paure. Ma nel contempo, valorizzare e creare una forte autostima nelle bambine. Una donna forte, che si vuole bene, non accetterebbe nemmeno un episodio di violenza.

5.     Durante la stesura del tuo libro ti è mai capitato di voler gettare la spugna?
Non mi è mai capitato. Ero convinta della storia e dei personaggi.

6.     Due buone ragioni per leggere “Come è giusto che sia”.
Un libro che avvince e fa riflettere.
7.     Qual è per te la “giusta ricetta” per scrivere un buon libro?
 Avere talento nel racconto e voglia di mettersi in gioco.

8.     Una parola-chiave che rappresenti il tuo romanzo.
Spiazzante

9.     Cosa hai provato tenendo nelle tue mani la copia cartacea del tuo thriller? Soprattutto pubblicato da una della case editrici più importanti e rinomate in Italia, la Mondadori.
Un'emozione inimmaginabile. Non ci ho creduto veramente finché non ho visto la copertina. E comunque, per me, è un risultato bellissimo ma non un traguardo. A questo punto vorrei far conoscere a un pubblico sempre più folto le mie storie.
10.                        Cosa rappresenta per te il mondo della scrittura? Raccontaci un po’ di Marina.
E' un mondo difficile e molto interessante. Una sfida in cui cercherò di dare il meglio di me stessa. 

Ringrazio moltissimo l’autrice per questa opportunità! Mi raccomando recatevi nella libreria più vicina a casa vostra per acquistare il suo nuovo libro! J


sabato 28 gennaio 2017

INTERVISTA A SARA MARRRARI


























Hello readers! Continua la rubrica delle interviste e questa volta tocca a Sara Marrari. Non molto tempo fa vi avevo recensito il suo thriller “Io non dimentico”  che mi ha davvero appassionata, sia per la storia che per lo stile utilizzato dall’autrice.
 Le risposte alle 10 domande che ho proposto a Sara sono veramente interessanti e soprattutto cariche di sentimento, sentimento che ha messo in gioco durante tutta l’intervista. Ecco a voi...
1.     Quando hai iniziato a scrivere il tuo romanzo? A chi/cosa ti sei ispirata?
Ciao Chiara, innanzitutto grazie mille sia per il tempo che hai dedicato al mio romanzo che per la bella recensione fatta! "Io non dimentico" è nato una sera di settembre, durante una cena a casa mia: mentre cenavamo, uno degli invitati - il padre della mia migliore amica - mi stava raccontato un aneddoto accaduto nel suo negozio e in quel momento mi sono detta "Caspita! Qui può nascere una storia!". Così, durante la notte, ho sfruttato la mia insonnia, mi sono messa davanti al portatile e ho trasformato la sua cartoleria in una libreria e la mia migliore amica in Maggie. Ovviamente il romanzo è frutto della mia fantasia, nessuno ha ucciso nessuno! 

2.     Hai mai pensato di gettare la spugna durante la stesura del tuo manoscritto?
In tutta sincerità no, ma solo perchè sin dall'inizio avevo ben chiaro in mente quello che volevo raccontare. Tuttavia questo non significa che reputo lo scrivere un libro una cosa da poter fare tutti i giorni. Io stessa, lo ammetto, un anno fa avevo iniziato a scrivere un altro romanzo, del tutto diverso da "Io non dimentico", romanzo che alla fine è rimasto incompiuto un po' per mancanza di tempo, un po' per mancanza di ispirazione e un po' anche per paura. Paura, perchè quando si decide di scrivere un libro, inevitabilmente ci si espone a qualcosa di molto più grande, e si deve essere ben consapevoli del fatto che non arriveranno sempre e solo parole belle. Puó piacere come può non piacere. Critiche ed elogi: fa tutto parte del "gioco"!

3.     Tre pregi e tre difetti di Parker.
Questa domanda mi piace tantissimo - e ti ringrazio nuovamente - perchè mi permette di far conoscere il protagonista un po' di più: il detective Parker, infatti, non viene descritto molto nel dettaglio all'interno della trama del romanzo, così anche come gli altri personaggi: questa è stata una mia scelta personale per concentrare maggiormente l'attenzione su quanto volessi raccontare. 
Pregi? Tra di essi si puó annoverare sicuramente l'ironia, a volte velata dal sarcasmo: nonostante abbia scelto di dare l'impronta thriller al mio romanzo, non ho voluto rinunciare a qualche aspetto che facesse anche ridere, come ad esempio le battute che Parker stesso fa all'agente Garrett, specie all'inizio del romanzo. 
Un altro pregio, a mio avviso, è la sua capacità di trattare come pari gli altri agenti, gli altri membri della Centrale e persino Maggie (a parte Jane e la dottoressa Bennett, ma sappiamo tutti il perchè!). Questa per me è una delle caratteristiche che tutti dovrebbero avere nella vita: accantonare la propria "superbia" e guardare anche al di là del proprio ruolo. 
Il terzo pregio è l'attenzione che dà al suo lavoro: Parker è sicuramente un "vizioso", ama le donne e ama l'alcool, ma quando il dovere lo chiama, non perde tempo e si concentra il più possibile sul caso. 
Per quanto concerne i difetti, invece, lui stesso ammette di averne tanti: come ho giá detto ama bere, non sa ben dimostrare i suoi sentimenti - tanto da passare a volte per misogino - ed è un donnaiolo (molti forse non lo considereranno neanche un difetto), tuttavia non è escluso che in futuro possa redimersi :) 

4.     Riassumi con una breve frase perché leggere “Io non dimentico”
"Io non dimentico" non è solo un romanzo thriller, tra le righe, chi ha buon occhio scoverá anche quelli che per me sono dei valori cardine. 

5.     Che emozione hai provato stringendo tra le tue mani la copia cartacea del tuo libro?
Io dico sempre che le emozioni non sempre si possano descrivere; posso dirti, peró, e non mi vergogno ad ammetterlo, che quando ho scartato il pacco che conteneva le prime copie del libro sono scoppiata letteralmente a piangere. Credo che per un lettore, toccare con mano una copertina che porti su il proprio nome sia un'emozione indescrivibile: l'ho fissato estasiata per circa un quarto d'ora. Che dire, sicuramente è una bella cosa, che prontamente ho poi condiviso con le persone a me più care! 

6.     Cinque parole che descrivano la tirocinante Jane.
Jane è difficile da inquadrare, persino per me che l'ho creata! Sicuramente è la classica ragazza dalla bellezza mozzafiato, ma è anche una studentessa modello - un po' saputella - che sa quel che fa: infatti, nonostante si scopra che a darle il posto da tirocinante è stato quello che in realtà è il suo vero padre, il ruolo che ricopre è ben guadagnato e lei si mostra perfettamente all'altezza. Inoltre, dietro il muro che si è creata per apparire dura e sfrontata, specie agli occhi di Parker, si nasconde una ragazza sensibile e insicura, tanto che lo si vede quando Rafe la chiude nel suo ufficio o quando si mostra terrorizzata all'idea di esser scoperta. Quindi sì, la descriverei bella, saputella, ma anche sensibile e insicura. Infine direi che è anche curiosa: vuole a tutti i costi entrare a far parte delle indagini, cosa che rende il detective ancora più sospettoso.

7.     Andresti d'accordo, tu Sara, con Parker? A primo impatto cosa penseresti di lui?
Senza dubbio quando ho inventato il suo personaggio l'ho immaginato come il classico "bello e dannato", quindi credo che sarebbe questa la mia prima impressione su di lui. Se andremmo d'accordo? Non lo so, credo che se mi dovesse capitare di dover lavorare con Rafe Parker, il nostro sarebbe un rapporto alla "Odi et amo": ci scontreremmo su alcuni punti, lo troverei perfetto su altri. 

8.     Raccontaci i passaggi fondamentali che ti hanno portata al titolo del romanzo.
"Io non dimentico" non è solo il titolo del mio romanzo ma è anche uno dei due messaggi importanti che ho voluto dare attraverso il libro. Chi lo ha letto, saprà senza dubbio che il fulcro della vicenda è uno stupro avvenuto 13 anni prima sulla pelle di due ragazzine. "Io non dimentico" è, infatti, l'urlo di una giovane donna che ha covato per anni un dolore - ma anche una vendetta - che non ha potuto esprimere e al quale ogni volta veniva data come risposta "Devi dimenticare", "Lascia stare!". Purtroppo, e lo dico col cuore in mano, quello che io ho romanzato è una situazione che, per quanto cruda, si trovano a vivere molte persone. Davanti eventi simili, piuttosto che prevalere la verità e la giustizia, molto spesso vige "l'omertá": la prima cosa che si dice ad una vittima è "ora cerca di dimenticare". No e assolutamente no!  La prima cosa è denunciare, senza paura di esser giudicati, senza aver paura di alzare un polverone e di innescare una bufera. "Io non dimentico" è un'ammissione di consapevolezza, perchè una cosa del genere non si puó scordare. Per questo motivo ho scelto tale titolo: per far sì che sia da monito, o meglio un invito a non abbassare la testa di fronte all'ingiustizia. 

9.     In futuro scriveresti mai un libro di “genere opposto” per esempio un romanzo rosa?
Al momento ti direi di no. Non impazzisco per il genere benché abbia letto comunque qualche romanzo rosa, trovandolo anche interessante. Tuttavia, io sono convinta che nella vita "mai dire mai", chi lo sa cosa ci riserva il futuro :) 

10.    Cosa rappresenta per te scrivere? Raccontaci un po’ di Sara.
Parlare di me mi è sempre risultato un po' difficile...Ho 24 anni e sono cresciuta in un piccolo paese della provincia chietina. In passato, benché alcuni mi considerassero un punto di riferimento e benché mi mostrassi forte agli occhi altrui, ho talvolta permesso ad altre persone di prendersi gioco di me e di convincermi che io non ce la potessi fare. Oggi, quindi, scrivere è stata una rivincita. Per me, "Io non dimentico" è un inno al coraggio, è l'urlo di gioia e di vittoria verso chi mi ha sottovalutata e sminuita - nonostante sia dell'opinione che in fondo non debba dimostrare niente a nessuno. "Io non dimentico" è senza dubbio uno "sfogo", un mio voler dire a me stessa e a chi non ha creduto in me: ecco, mi sono messa in gioco, ce l'ho fatta! 

Di critiche e di parole ne volano e ne voleranno ancora, ma le mie soddisfazioni me le sto comunque prendendo! :) 

Ringrazio moltissimo Sara Marrari per la sua disponibilità! Mi raccomando seguitela sui suoi social per rimanere aggiornati.

venerdì 27 gennaio 2017









27.01. Giornata della memoria. Per non dimenticare vi porto sul blog "Storia di una ladra di libri" date un'occhiata!
Premetto che già avevo visto il film mesi prima della lettura del libro.
Non voglio scrivere la trama, la descrizione dei personaggi, quattro parole sull’autore e bla bla bla … o forse, per lo meno, è quello che ci si aspetta da una recensione. Invece no, voglio parlarvi di qualcos’altro … di emozioni.
Adoravo Max. Il suo modo di stravolgere la vita di Liesel, mi piaceva la sua personalità, il suo modo di fare.
Tra i due si instaura un legame particolare, basato sull’amore per i libri.
Ma ciò che li accomuna è anche l’odio. L’odio verso un essere meschino. Hitler.
Liesel diventò con il tempo gli “occhi” di Max. Un ragazzo ebreo, che per motivi di sicurezza doveva rimanere nascosto nella cantina degli Hubermann. Non può dare uno sguardo al cielo, alla strada innevata, quello che vedrà saranno le quattro mura del seminterrato.
“Se i tuoi occhi potessero parlare che cosa direbbero?”
Per me questa può essere definita una delle frasi più significative e toccanti dell’intera storia.
Ma Liesel aveva un compito. Salvare i libri, dai roghi nazisti.
Ogni sforzo, ogni tentativo di far durare la loro piccola felicità che avevano creato, svanisce. Svanisce quando Molching viene bombardata.
E allora la Morte, presenza curiosa e chiacchierona in tutto il romanzo, si porta via tutti.
I libri rappresentavano per quella ragazza un modo per evadere dalla macabra realtà; forse in contrapposizione con la nostra quotidianità, dove viene data sempre minore importanza al potere che possono avere i libri.
E poi si sa … leggere è la capacità di una maggioranza e l’arte di una minoranza. *** ULTIMA POSTILLA ***
DELLA VOSTRA NARRATRICE
Sono perseguitata dagli esseri umani.




martedì 24 gennaio 2017

RECENSIONE LA VOCE NASCOSTA DELLE PIETRE





















“L’importante è scegliere in base al loro richiamo, così saprai di aver trovato una pietra che vibra della tua stessa energia. Se la scegli è perché il tuo cuore riesce a sentirla. Bisogna sempre fidarsi del cuore. Lui non sbaglia mai.”
Ringrazio la Garzanti per avermi spedito l’ebook de “La voce nascosta delle pietre” della dolcissima Chiara Parenti.
Letto tutto d’un fiato mi sono resa conto di essermi imbattuta in un romanzo SENSAZIONALE e UNICO. Luna era una bambina, un po’ esile, presa in giro a scuola da qualche bulletto quando il nonno le ha insegnato il potere delle pietre. Ma ora che ha quasi trent'anni, lei non crede più che le pietre possano aiutare le persone. Suo padre la abbandonò quando lei aveva solo un anno, poi fu la volta di Leo, quello che sembrava essere il suo amore. Ma Giulio no, è l’eccezione. Un ragazzo dolce e premuroso, semplicemente Giulio, il suo futuro marito.
Ma dopo anni di silenzio e angoscia, ecco che nella vita di Luna apparirà proprio Leonardo. Ed è allora che tutte le carte si mescolano. “Il mio cuore è un mosaico incompleto i cui i pezzi principali sono andati perduti e il disegno che appare alla fine è qualcosa che assomiglia all’originale ma non potrà mai più essere uguale”.
Figura centrale del romanzo è nonno Pietro. Luna ama la sua cucina, un piatto preparato da lui ha un altro sapore, sa di posti lontani, aromi sconosciuti, avventure.
Lui è grande appassionato e scopritore di pietre, per lui queste hanno un potere speciale e ne sono convinti anche Leo e Luna, fino a quando le prove della vita non gli faranno cambiare idea e gli porteranno a credere che il potere delle pietre non esiste, è solo una leggenda.
Una storia non banale che riesce a catturarti, rapirti e portarti in un’altra dimensione. Ho adorato la tecnica dell’autrice di iniziare ogni capitolo con un elenco delle caratteristiche di una pietra, le cui qualità sono strettamente connesse allo sviluppo della storia. Un insegnamento di grande autostima di nonno Pietro, però, me lo porterò sempre nel cuore. “Non abbatterti. Ricorda, solo un diamante può scalfire un altro diamante”
Ecco, per una volta anche io mi sento un DIAMANTE.



domenica 22 gennaio 2017

Citazioni "La collezionista di libri proibiti"

livingamongthebookspage.blogspot.com















Hello readers! Eccomi con una speciale nuovissima rubrica "L'angolo delle citazioni".
Come primo post vi porto le più belle citazioni inedite de "La collezionista di libri proibiti" di Cinzia Giorgio.
«Si era chiesta milioni di volte di che colore fosse il paradiso. Ora lo sapeva. Il paradiso aveva il colore degli occhi di Davide, un’indefinita sfumatura tra il verde e il dorato».

«Era inchiodata alla cassaforte, con il corpo di Davide premuto contro il suo. Sembrava furioso».

«I loro respiri erano tornati regolari ma erano ancora sudati e i loro corpi profumavano di peccato».

«Alzò gli occhi al cielo e fu investita da una miriade di fiocchi che, prima di posarsi, fluttuavano nell’aria come tanti batuffoli di cotone. Fu allora che avvertì la fitta che da anni credeva di aver soffocato e guarito».

«I libri respirano».

«Aveva ora la netta sensazione che fosse lei a condurre il gioco. Non si sarebbe lasciata sopraffare».

«Mi dica perché vuole lasciare una delle migliori case d’asta del mondo per venire a lavorare da noi».

«Tutti loro appartengono a Venezia, proprio come me e come lei… ed è qui che quelle carte devono stare. So che ne farà un fondo speciale, me lo sento».

«Non potrei onorare la sua memoria che continuando a fare quello che ho sempre fatto: lavorare sui libri antichi».

«Mi prosciugheranno, aspettano che io muoia per impossessarsi di tutto».


«Hai scelto di rinunciare a tante cose perché nella tua vita, lo sai bene, hanno vinto loro, i tuoi libri».

#lacollezionistadilibriproibiti #citazioni

mercoledì 18 gennaio 2017

Ciao a tutti! Oggi vi propongo un'intervista che ho somministrato a Cinzia, #toptenanswer #quattrochiacchiereconlautore riguardante il suo romanzo “La collezionista di libri proibiti”. Colgo l’occasione per ringraziare l’autrice per la sua disponibilità e la sua dolcezza. Un esordio incredibile!


1.           Cosa ti ha spinto a scrivere il tuo romanzo?
La mia grande passione per i libri, soprattutto quelli antichi. Leggerli per me è davvero come vivere mille vite.

2.           Su un punteggio da 1 a 10 quanto ti rivedi in Olimpia?
Dipende. L’Olimpia quindicenne mi rispecchia molto, l’Olimpia adulta no. Quindi non saprei… forse la media è 3 o 4.

3.           Se fossi stata al suo posto avresti lasciato andare Davide, dopo aver appreso la notizia da Lisa?
Sai, a 18 anni forse sì. È stata una scelta dolorosa ma Olimpia non aveva molte alternative.

4.           Due pregi e due difetti di Davide.
Uno solo che vale per tutti: troppo buono.

5.           Così come la protagonista anche tu sei affascinata dal mondo dell’antiquariato e dei libri proibiti?
Diciamo che mi interesso maggiormente ai libri proibiti. Sono una storica e mi affascina tutto ciò che è passato.

6.           Da dove è nata l’idea per il titolo del romanzo?
Proprio dal famigerato Indice dei Libri Proibiti.

7.           Saresti andata d’accordo con Anselmo Calvani? Ti sarebbe piaciuto diventare un’apprendista nella sua bottega?
La mia risposta è sì a entrambe le domande. Anselmo è un personaggio positivo, pieno di passione per il suo lavoro. Mi sarebbe piaciuto lavorare assieme a lui nella bottega Calvani.

8.           Due buoni motivi per leggere “La collezionista di libri proibiti”.
I libri e Veronica Franco.

9.           A tuo avviso quale insegnamento può lasciarci questa storia?
Non devo essere io a dirlo ma i lettori. Spero, tuttavia, di essere riuscita a trasmettere tutto il mio amore per i libri.

10.      Cosa rappresenta per te scrivere? Raccontaci un po’ di Cinzia.
Per me scrivere è vita. Non riesco a immaginarmi senza una penna in mano o lontana dal mio computer. Le parole, le storie e i personaggi sono per me fonte di gioia, fanno parte di me, non potrei mai farne a meno.



 Un grazie speciale va a Cinzia Giorgio augurandole buona fortuna!

Hello readers! Oggi vi parlo di un thriller avvincente che mi è stato spedito tempo fa dalla carinissima Sara Marrari e che ho avuto modo di recensire ora, causa altri impegni.
“Io non dimentico” è la storia del detective Rafe Parker e della sua tirocinante Jane. Quest’ultimi vengono svegliati nel bel mezzo della note (Parker è un vero donnaiolo) per un omicidio. In un vicoletto è stato trovato un uomo di identità ancora sconosciuta. La chiave della vicenda, sicuramente, si può identificare con un ciondolo a forma di mezzo cuore. Di qui nasce la mia spontanea domanda… chi avrà l’altra metà del ciondolo? “Estrasse l’arma e si accanì sull’uomo con tutte le forze che aveva.
«IO NON DI-MEN-TI-CO!» sillabò ad ogni colpo.
Sei sillabe.
Sei colpi.”
L’assassino (personalmente non l’avrei sospettato) con il tempo ha represso la sua rabbia che è sfociata in questo efferato delitto. Al nocciolo della storia c’è una promessa fatta anni e anni prima.
Consiglio vivamente ai lettori di acquistare questo libro, è avvincente, non ripetitivo e soprattutto coinvolgente. Riesce a rapirti e farti immedesimare nella storia. Il finale non è per nulla scontato ed è scritto veramente bene, con uno stile fresco e originale.
La trama è complessa e questo è sicuramente un punto a vantaggio poiché la vicenda è ben strutturata.
Se una serie tv fosse ispirata a questa storia la guarderei di sicuro!

Complimenti all’autrice e andate a dare un’occhiata sul profilo per ordinare il romanzo.

martedì 3 gennaio 2017

E dopo "La collezionista di libri proibiti" arriva dal 2 Gennaio "Il collezionista di quadri perduti"
Al più presto andrò ad acquistarlo :)

Combattei un'ondata di disperazione e, all'improvviso mi resi conto che non m'importava di morire.
Avrei lottato contro di lui a costo della vita, anche se alla fine non avrebbe fatto nessuna differenza.
Perchè sarebbe stato meglio morire combattendo piuttosto che sopravvivere a quell'incubo e vivere un'esistenza lunga e piena di rimpianti, con solo il ricordo di Vincent a cui aggrapparmi

lunedì 2 gennaio 2017

Ed eccoci qui con la prima recensione dell’anno! Più di un mese fa andai alla Feltrinelli e acquistai “La collezionista di libri proibiti” di Cinzia Giorgio, uscito da poco tempo.
La vicenda si svolge nella Venezia degli anni ‘70. Olimpia ha 15 anni e una passione smisurata per i libri, specie quelli più antichi. Conosce Anselmo Calvani, proprietario di una bottega d’antiquariato, il quale rimane estasiato dalla conoscenza culturale della ragazza e decide di offrirle un piccolo lavoretto. I genitori benestanti di Olimpia saranno contrari a questa sorta di micro-stage. Ma è proprio la bottega di Anselmo ad essere teatro di una passione smisurata che è nata tra Olimpia e il nipote di Calvani, Davide.
Elemento chiave in questa vicenda sono le lettere di Veronica Franco, cortigiana veneziana. Un evento decisivo cambierà le sorti dei protagonisti.
Nell’estate del 1999 Olimpia abita a Parigi, lavora in un importante casa d’aste e ogni anno riceve un pacco misterioso da Davide, con un libro proibito, messo all’indice e una lettera di Veronica Franco.
Ammetto di aver letto questo libro tutto d’un fiato. L’amore che nasce tra Olimpia e Davide è così vero e puro che quasi si riesce a percepire. La storia si protrae nel corso degli anni; tutto cambia, la vita lavorativa, sociale, tranne il sentimento che i protagonisti provano l’uno per l’altro. Un finale a sorpresa sarà riservato per i lettori.
Nella vita nono c’è tempo per i “se” e per i “ma”. Nessuno può cambiare il corso del destino, l’unica arma che è in nostro possesso per poter cambiare le cose è il CORAGGIO. Solo se armati di questo possiamo scegliere le nostre carte e condurre il gioco.
Come poteva, il modesto Anselmo Calvani, essere in possesso di un tale patrimonio?
Vi consiglio di leggere questo romanzo, sorprendente e avvincente, per nulla scontato. Ciò che ho adorato è la scelta, dell’autrice, di aver inserito note storiche riguardanti le lettere di Veronica Franco e i libri dell’indice. Queste fanno da sfondo alla storia di Olimpia e nel contempo, con molta semplicità e facilità, ci permettono di apprendere curiosità sul mondo dell’antiquariato e delle aste.

Io l’ho già letto… e voi, che aspettate?